lunedì 17 febbraio 2020

MONZA - 2020 - ABBAGLIO REM - GALLERIA VILLA CONTEMPORANEA - ONE SHOT 08 febbraio 2020






Peter Hide 311065 ripropone a Villa Contemporanea una sua installazione nota, già presentata precedentemente in spazi pubblici e privati: trasformerà la prima sala della galleria in un contenitore di banconote. Sarà possibile entrarci, toccarle, camminarci sopra e immergersi in esse.

“Il denaro è potere”, a chi non piacerebbe averne tanto per poter fare ciò che si vuole? Cosa siamo disposti a fare per averne? Fino a che punto potremmo spingerci?

Ecco allora che l’artista si prende gioco di noi: riempie letteralmente lo spazio della galleria, stende a terra un tappeto di banconote e ci permette di sognare…Non siamo più solo spettatori ma ci trasformiamo in protagonisti dell’azione: possiamo giocare con i soldi, lanciarli a pioggia, sollevarli con le mani ed i piedi, spostarli al nostro passaggio, sentire il rumore che fanno quando cadono a cascata. Sono lì, sono tantissimi e possono essere nostri.

Il dio denaro si rivela in tutta la sua magnificenza; poco conta sapere che le banconote non sono vere…sogniamo di possederle, di essere Paperon de’ Paperoni  almeno per un giorno, di sentirci potenti e ci lasciamo ammaliare dall’ilarità che ci prende.

Torniamo bambini, non ci importa di farci vedere vulnerabili e un po’ sciocchi, il desiderio di tuffarsi in quel tesoro annulla le nostre remore; abbassiamo le difese e, semplicemente, sogniamo di possederli…ed è bello sentirsi così, umani e fragili.

Peter Hide 311065 regala emozioni e ci costringe a fare i conti con le nostre pulsioni irrazionali.

E come nell’ossimoro del suo nome, Peter Hide, che accosta l’ingenuità dell’eterno bambino, Peter Pan, al lato oscuro del mostro, Mr Hyde, l’artista utilizza le banconote che diventano il  simbolo ultimo della dualità bene/male: spetta solo a noi decidere che uso farne e, di conseguenza, decidere quale aspetto mostrare di noi…

Monica Villa (Gallerista)

Durante l’installazione – happening verranno scattate le fotografie di coloro che interverranno che saranno poi pubblicate su “il Cittadino di Monza e Brianza”, media partner dell’evento.



venerdì 20 dicembre 2019

SENNA LODIGIANO - 2019 - RISO D'ARTISTA



 RISO D’ARTISTA
Riso Carnaroli da produzione controllata e biologica, in pacchetto da un chilo sottovuoto con una etichetta che è un multiplo d’artista. Edizione limitata a 100 pacchetti.... e ogni mese un artista diverso!
Le etichette-opere, firmate e numerate di pugno dall’artista, potranno essere staccate e collezionate!!
E presto arriverà l’album raccoglitore per collezionarli!!!
Per ordini shop@larisaia.it oppure info@larisaia.it
  
      
 Questo l'articolo fatto da BIANCOSCURO su questa iniziativa

                  
 E questa la maglietta fatta per i risicoltori



 


giovedì 28 novembre 2019

MILANO-MONZA-GEMONIO-MACCAGNO-VARESE-GALLARATE - 2019/20 - REAL ART #5-2019 - CASA MUSEO SPAZIO TADINI, GALLERIA VILLA CONTEMPORANEA - MUSEO F. BODINI - MUSEO MA*GA - MUSEO PARISI VALLE - SHOWCASES GALLERY



CASA MUSEO SPAZIO TADINI, MILANO  dal 29-11 al 21-12 2019
Vernissage venerdi 29-11 2019 dalle ore 18:30

GALLERIA VILLA CONTEMPORANEA, MONZA dal 11 al 31-01 2020
Vernissage sabato 11-01 2020 dalle ore 18.00

MUSEO F. BODINI, GEMONIO (VA) dal 01 al 16-02 2020
Vernissage sabato 01-02 2020 dalle ore 16.00

MUSEO PARISI VALLE, MACCAGNO (VA) settembre 2020 

 MUSEO MA*GA, GALLARATE 2020

SHOWCASES GALLERY, VARESE 2020

 
 
 
 

lunedì 28 ottobre 2019

BRATISLAVIA+VIENNA - 2019 - ART SPACES - JRC




 centro per l’energia atomica MLYNICA, Turbinova 13 a Bratislavia (Slovakia) dal 16 al 20-10 2019

centro per l’energia atomica Vienna International Centre – International Atomic Energy Agency di Vienna (AU) dal 28 al 01 novembre 2019




giovedì 7 marzo 2019

VENEZIA - 2019 - ART SPACES - MAGAZZINI DEL SALE - JRC




L'iniziativa "Gli Spazi dell'Arte" promossa dal Comitato Culturale del Joint Research Centre (JRC) e dal JRC stesso ha ricevuto a Bruxelles, presso il Parlamento europeo, il premio "Institutional Art Award" per la creatività artistica in un contesto molto particolare e per l'approccio innovativo utilizzato con le comunità locali per promuovere una comunicazione trasparente. 
Promossa da pptArt, la cerimonia con la quale la giuria ha premiato "Gli Spazi dell'Arte" si è svolta il 28 novembre 2018 nella sede del Parlamento Europeo a Bruxelles, nell'ambito delle iniziative dell'anno europeo del Patrimonio Culturale.  
L' "Art Patrons of the XXI century" Awards si propone di dare riconoscimento e visibilità alle Istituzioni, Fondazioni e Imprese impegnate attivamente nella promozione e sviluppo delle Arti nella società.
Sono stati oltre 90 i progetti provenienti da tutto il mondo (tra cui la Gran Bretagna, la Svizzera, il Brasile, gli Stati Uniti, la Nuova Zelanda, il Canada, la Cina, il Portogallo, l'Argentina, la Russia, la Francia, la Germania), presentati da imprese e multinazionali come Volkswagen, Fendi, Bulgari, Banche, Fondazioni, Istituzioni quali la FAO, la Banca Mondiale, università italiane e straniere e realtà impegnate nella promozione dell'Arte e del patrimonio culturale del territorio.
Le candidature sono state esaminate da un Comitato Scientifico presieduto da Luca Desiata, docente alla Luiss Business School e curatore presso la Galleria Nazionale d`Arte Moderna di Roma e composto tra gli altri, dal direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt, dal direttore del Parco archeologico di Paestum Gabriel Zuchtriegel, dal direttore di Maxxi Arte, Dr. Bartolomeo Pietromarchi, dalla direttrice di Ales e responsabile per il Mibac del programma Art Bonus Dr.ssa Carolina Botti, da Stefano Pizzi responsabile relazioni esterne di Brera Akamedy of fine Arts, da Gianluca Comin, membro del BoD della Biennale di Venezia, da Carlo Capoccioni responsabile relazioni esterne dell' ABI, da Luca Pirolo, Direttore  del Creative Center della Luiss Business School e dal Dr. Iorio, presidente del Gruppo tecnico cultura e sviluppo di Confindustria.
Tale premio ha fatto seguito a quello ricevuto nel 2017 a Roma, attribuito dalla Presidenza della Repubblica e dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo all'iniziativa scientifico-artistica con la motivazione di aver introdotto l'arte in un settore industriale poco esplorato.
Quest'anno la mostra "Art Spaces" si sposta a Venezia, dove resterà dal 16 marzo al 15 aprile 2019, presso i Magazzini del Sale. La cerimonia inaugurale si terrà sabato 16 marzo nel pomeriggio presso gli stessi Magazzini alla presenza degli artisti e delle autorità regionali.

CLICCA QUI per visionare il catalogo della mostra 

 

 

giovedì 25 ottobre 2018

MILANO - 2018 - NOI NO. NOI NO, NOI. La violence no. - SALA MOSTRE PALAZZO REGIONE LOMBARDIA - GALLERIA VIOL@RTE



Curatela di Vittorio e Marika Viola 
Presentazione di Martina Corgnati 

 INAUGURAZIONE GIOVEDI 08 NOVEMBRE ORE 18.00
PALAZZO LOMBARDIA, VIA GALVANI, 27 - MILANO -

Video istituzionale della Regione Lombardia CLICCA QUI
Back stage, CLICCA QUI 
 

Le cronache quotidiane sono piene di violenza: violenze antiche - le guerre o semplicemente la criminalità e i soprusi,  ma anche nuove, o meglio cresciute immensamente negli ultimi tempi, in primis la violenza contro le donne e il femminicidio che è diventato una tragica emergenza anche nel nostro paese.

L’arte ha molto da dire in proposito e sempre più spesso rivendica uno spazio di parola, di denuncia e ancora di più di costruzione della consapevolezza. L’arte, la grande arte, è sempre stata responsabile nei confronti del mondo e dei suoi tragici avvenimenti: per ricordacelo basta pensare ai Disastri della guerra del grande Francisco Goya, oppure a Guernica di Picasso.

Non è un caso, dunque, che oggi tre artisti prendano la parola per denunciare situazioni difficili, abusi e indifferenza, invitando perlomeno a prendere coscienza ad aprire gli occhi su un atto “di bellezza” che è, al tempo stesso, un atto d’accusa, talvolta sussurrato, talvolta ironico ma sempre, fermamente etico. Si tratta di Peter Hide, Ralph Hall e Michele Tombolini; ciascuno di loro utilizza una sintassi diversa e un proprio, peculiare linguaggio creativo per puntare il dito verso una forma particolare di violenza o, se si preferisce, un’emergenza globale: le aggressioni contro le donne, il sesso femminile e i bambini per Tombolini, la violenza verso gli animali per Hall e gli abusi del capitale mal indirizzato e non accompagnato dagli scrupoli della morale e dell’umanità per Hide.

Comincio da quest’ultimo, al secolo Franco Crugnola, notissimo design e artista italiano ma mascherato da uno pseudonimo che contiene in sé il candore avventuroso e adolescenziale di Peter Pan e la diabolica doppiezza di mr. Hyde, l’avatar del dr. Jekyll nell’omonimo romanzo di Stevenson.  In immagini eloquenti e dirette e servendosi spesso della tecnica del collage, Hide dà forma a teschi composti da banconote accartocciate, teschi verde “dollaro” o rosa “euro”, inventa diaboliche trappole con soldi arrotolati a mo’ di esca, accumulazioni di contanti veri o finti, pezzi da 1 $ schizzati di sangue e quant’altro possa mostrare anche allo sguardo più distratto e superficiale che il denaro mal utilizzato (troppo amato) è la più pericolosa delle risorse.  Ma il suo lavoro contiene anche innumerevoli rimandi alla storia dell’arte e all’esempio degli artisti che, allo pseudo-valore cieco dell’interesse e del profitto bruto, hanno anteposto i valori veri della creatività e dell’etica: da Lucio Fontana a Jackson Pollock, da Alberto Giacometti ad Arman, oltre naturalmente a Damien Hirst, il cui fin troppo famoso skull di diamanti si indovina in trasparenza nei famosi teschi di Hide, formati con diverse valute dai diversi colori.

Ralph Hall è un convinto animalista, di origine franco-italiana ma formatosi a Londra dove ha iniziato a dare corpo a un coloratissimo bestiario di ceramica, assediato da corpi contundenti e azioni violente. Il lavoro di Hall, in realtà, prende le mosse da una premessa molto antica, quella biblica, l’idea gentile, atavica, che dovrebbe informare il rapporto fra l’uomo e le altre creature viventi all’insegna del rispetto e della mutua protezione. Per questo uno dei primi passi compiuti dall’artista è stata la rivisitazione dell’Ultima Cena di Andy Warhol che a sua volta, com’è noto, interpretava il Cenacolo di Leonardo. Hall sostituisce gli apostoli con altri animali e mostra un Cristo pugnalato ferocemente e vigliaccamente alle spalle: l’atto di più stupida irriverenza da parte degli uomini, le sue creature.

Da quel momento in poi, al Cristo si succedono animali di ogni specie, opere in ceramica lucida oppure ricoperti di velluto colorato e offesi con violenza da mazze da baseball, coltelli da macellaio, frecce, martelli, proiettili, elettrodi della vivisezione, organi sessuali perfino (!) e recentemente tubi al neon, quei tubi che tristemente illuminano i macelli, gli obitori, gli allevamenti intensivi, i cui infelici ospiti – vittime non hanno nemmeno diritto a un po’ di buio in nome della massimizzazione del profitto. E in un’epoca come la nostra, in cui il degrado ambientale ha raggiunto una gravità senza precedenti e argomenti come il riscaldamento globale, con le conseguenti, annunciatissime catastrofi, e l’estinzione di massa sono all’ordine del giorno, il lavoro di Ralph Hall merita davvero di ottenere la massima attenzione da parte di tutti.

Michele Tombolini mette l’accento sul mondo femminile e infantile, a sua volta turbato da eccessi di violenza bruta da parte di un “maschile” incapace di ridiscutere e re-interpretare il proprio ruolo in una realtà in velocissimo mutamento. Strumento principale dell’artista, veneziano di origine e berlinese d’adozione, è il collage, con cui assembla immagini forti ed eloquenti, fra cui la celebre Butterfly, un gigantesco murales (13 x 6 m.) eseguito sulla parete cieca di un edificio storico in Kossener Strasse, nel centro della capitale tedesca. L’immagine, una bambina dalle ali di farfalla con la bocca sbarrata da un cerotto a croce, fa parte del ciclo Indelible Marks ed è già in sé fin troppo chiara; l’artista però vi è intervenuto sopra ancora con una performance di realtà aumentata che anima il lavoro, facendolo prima sparire nel corpo della parete e poi riapparire, così che la bimba innocente possa prendere il volo grazie alle sue belle ali azzurre.

Oggi Tombolini insiste su questi argomenti che stanno al centro del suo immaginario e della sua pratica artistica, segnalando in moltissime opere potenti ed efficaci che non c’è civiltà vera senza rispetto e cura delle donne. Lo dicevano già i dada berlinesi, come Hannah Hoch e John Heartfield, che del collage hanno fatto per la prima volta un uso politico; lo diceva già il grande Marcel Duchamp; insomma, l’hanno sempre detto tutti.

Martina Corgnati